AUFSTEHEN

Balletto

per strumenti elettronici o per quartetto di fisarmoniche

Musica di PAOLO COLOMBO

Aufstehen
(realplayer 142 kb)
Esecuzione: QUARTETTO DI FISARMONICHE HANS BREHME
Aufstehen è un percorso musicale attraverso una giornata tipica di un carcerato in un campo di sterminio nazista. Negli otto quadri musicali viene descritto il lento ma inesorabile processo di spersonalizzazione ai danni del prigioniero.Le formule ripetitive ed ossessive della musica consentono all'ascoltatore di perdere momentaneamente la cognizione del tempo e dello spazio. Anche se in ben altro contesto, anche i prigionieri dei lager giungevano a perdere queste cognizioni, insieme alla dignità dell'Uomo.

AUFSTEHEN significa sveglia!

La sveglia era il momento peggiore della giornata del prigioniero perché sanciva il termine dell'unico momento in cui l'illusione degli affetti prendeva il sopravvento, durante il sonno, che veniva spezzato dalla ferocia di questo grido.Oggi la stessa parola può avere un significato opposto: sveglia può voler dire non abbassare la guardia su qualunque episodio di intolleranza o coercizione.
Alcune bozze di scena:
OTTO QUADRI
Primo Quadro

DORMI, DORMI ANCORA

Si comincia con il sonno dell'Uomo (utilizzato provocatoriamente il tema di Orff Dormi, dormi ancora), unico momento della giornata in cui si ha la possibilità, anche se oniricamente, di rivivere l'atmosfera di casa e gli affetti, che sembrano quasi diventare reali, tanto sono desiderati.

Secondo Quadro

AUFSTEHEN (sveglia)

Il sogno sembra quasi essersi materializzato, quando improvvisamente l'orribile sirena del campo riporta il prigioniero alla cruda realtà: il momento è terribile, come passare dal paradiso all'inferno.

Terzo Quadro

EINE LAUS, DEIN TOD (un pidocchio, la tua morte)

Subito dopo la sveglia il carcerato deve correre alle latrine e alle fastidiosissime docce. Esso è completamente confuso mentre deve recarsi all'adunata passando sopra a mucchi di cadaveri.

Quarto Quadro

ARBEIT MACHT FREI (il lavoro rende liberi)

All'adunata si contano i prigionieri, sia i vivi che i morti, e una banda suona una marcetta che accompagna i carcerati al lavoro. Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi: queste parole si leggevano sulle ciniche iscrizioni poste all'ingresso dei lager, ed il tema eseguito dalla banda sembra riproporre lo stesso scherno. Era usanza dei nazisti costringere i carcerati che sapevano suonare (per esempio il violino, come capitò a Pietro Caleffi) ad accompagnare la partenza dei compagni per il lavoro forzato, con solenni melodie.

La realtà del campo è ben diversa: nella seconda parte del quadro il tema della banda viene riesposto, ma stavolta le crude sonorità lasciano trapelare il vero significato del lavoro forzato, con il quale il prigioniero perde ogni dignità prima della camera a gas. Anche durante il lavoro il prigioniero può avere memoria degli affetti di casa, soprattutto quando ormai non è più in grado di provare orrore per i crimini di cui è un testimone assuefatto.

L'episodio si chiude con il prigioniero che intuisce che solo la morte lo potrà rendere libero.

Quinto Quadro

NAHRUNGSMITTEL (cibi)

Il prigioniero mangia nel proprio elmetto, che è vuoto così come l'individuo ormai è stato svuotato di personalità e voglia di vivere.

Sesto Quadro

ARBEIT MACHT FREI II

Riprende con la stessa violenza il lavoro. L'episodio si chiude con una più convinta rinuncia a vivere.

Settimo Quadro

NACH HAUSE ZURUCK-KEHEREN (rincasare)

Terminato il lavoro, il prigioniero torna nelle baracche, ormai divenuta la sua casa, al suono di una marcia funebre, come se rientrasse dopo una sconfitta.

Riecheggia prima una tromba, poi la banda sulle note della marcetta dell'adunata, che però ora non incute più paura, perché il prigioniero è completamente privo di sentimenti umani.

Ottavo Quadro

KIND (bambino)

L'ultimo quadro celebra il ricordo dei bambini strappati alla vita dall'Olocausto, innocenti tra gli innocenti.