| Quarto Quadro
ARBEIT MACHT FREI (il lavoro rende liberi)
All'adunata si contano i prigionieri, sia i vivi che
i morti, e una banda suona una marcetta che accompagna i
carcerati al lavoro. Arbeit macht frei, il lavoro rende
liberi: queste parole si leggevano sulle ciniche
iscrizioni poste all'ingresso dei lager, ed il tema
eseguito dalla banda sembra riproporre lo stesso
scherno. Era usanza dei nazisti costringere i carcerati
che sapevano suonare (per esempio il violino, come
capitò a Pietro Caleffi) ad accompagnare la partenza dei
compagni per il lavoro forzato, con solenni melodie.
La realtà del campo è ben diversa: nella seconda
parte del quadro il tema della banda viene riesposto, ma
stavolta le crude sonorità lasciano trapelare il vero
significato del lavoro forzato, con il quale il
prigioniero perde ogni dignità prima della camera a gas.
Anche durante il lavoro il prigioniero può avere memoria
degli affetti di casa, soprattutto quando ormai non è
più in grado di provare orrore per i crimini di cui è un
testimone assuefatto.
L'episodio si chiude con il prigioniero che intuisce
che solo la morte lo potrà rendere libero. |