| L'origine e le prime
vicende costruttive del Duomo di Siena sono avvolte in
una oscurità che nemmeno l'incerta luce di qualche
leggenda è stata capace di rischiarare. Di quella che è
senza dubbio tra le più prestigiose, insigni e ricche
cattedrali d'Europa non conosciamo neppure con una certa
approssimazione l'epoca e le circostanze di fondazione,
non sappiamo esattamente quale fosse il suo primitivo
aspetto, mentre anche la cronologia delle sue parti più
antiche è estremamente incerta e alimenta interrogativi
ancora lontani dall'essere sciolti. Né forse poteva
essere altrimenti, nella Siena dei misteri, nella Siena
della lotta tra bene e male espressa dalla balzana,
nella Siena dei bottini e della mitica Diana.
Ed in questo tempio già pregno di mistero, le
strutture architettoniche contribuiscono in modo
decisivo alla creazione di arcane atmosfere. Anche il
pavimento.
All'ingresso una lastra ricorda di entrare con un
attegiamento devoto in un luogo sacro (Castissimum
virginis templum caste memento ingredi). Ed il primo
quadrante della navata centrale rappresenta Ermete
Trismegisto, padre dell'alchimia, nell'atto di divulgare
la scienza al popolo egizio.
Le navate laterali sono occupate da dieci quadranti
raffiguranti altrettante sibille (eseguite tra il 1482 e
il 1483) con le relative iscrizioni. Tali iscrizioni
rappresentano il testo de Il canto delle Sibille.
Procedendo dalla navata destra (cinque quadranti) a
quella sinistra (altri cinque) è possibile costruire un
percorso cristiano attraverso i vaticini delle sibille:
l'importanza della conoscenza di Dio, la morte e la
resurrezione, la "seconda" nascita del Cristo, quella
secondo la carne, i miracoli di Gesù, la sua passione,
l'eterna beatitudine dei pii e la condanna di chi non ha
riconosciuto il Cristo, soprattutto dei Giudei. |