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| LA FESTA DEI FOLLI
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| OVVERO LE ALTERNE
FORTUNE DEL SANTO PATRONO |
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Musica di scena perl'omonima commedia di Monia
Marchiori e Luciano Mastellari
per strumenti barocchi e nastro magnetico
regia di LUCIANO MASTELLARI musica di
PAOLO COLOMBO | |
La festa dei folli rappresenta quel
particolare momento teatrale di carattere laico e
popolare che vedeva protagonisti almeno per una volta
"gli ultimi". Sfilare per le vie del paese sotto mentite
ma chiarissime spoglie sbeffeggiando ogni simbolo del
terrore e del potere, a braccetto della Morte, in groppa
ad un asino paludato da Vescovo o inforcando grassi
maiali incoronati da Duca, se era da un lato il solo
modo di esorcizzare una vita ai limiti della
sopravvivenza, costituiva d'altro canto l'inconsapevole
modo di riallacciarsi a quei riti della fertilità, a
quelle falloforie che sono una delle componenti
originarie del teatro stesso, oltre a quella
religiosa.
In epoca tardomedievale questa forma
trova anche il modo di fissarsi sulla carta in testi che
ci pervengono da fonti e Regioni d'Europa che, pur
diverse tra loro, se sono accomunate talvolta dal
linguaggio e dal pretesto, lo sono certo sempre nello
spirito: beffardo e irridente, iconoclasta e blasfemo,
ma anche pregno del senso di caducità di ogni
cosa. Si ride, dunque, ma come a carnevale: con quel
tanto d'aspro in bocca che è il sapere che domani non
sarà più così. | |
| LA MUSICA DEI FOLLI |
Già in Ognuno,
secondo episodio del percorso di rilettura del teatro
medievale, la musica di scena era caratterizzata da una
follia: fu precisamente una Messa dei folli,
allegorizzazione di elementi musicali sacri
(gregoriano), estremizzati sino alla parodia. In questa
terzo episodio, La Festa dei folli, invece il materiale
di riferimento musicale è sempre di ispirazione
religiosa, ma di matrice popolare. La processione
iniziale viene infatti scandita dal canto Stella
splendens, brano appartenente al codice di Vermell (XIV
sec.), intonato soprattutto dai pellegrini che si
recavano a Santiago de Compostela. Il secondo tema
musicale, sempre di origine medievale, è rappresentato
da De la crudel morte di Cristo, appartenente al
Laudario di Cortona (XIII sec.). Questo brano viene
eseguito durante lo spettacolo nella duplice possibile
parodia, dapprima solo testuale (con le parole: Eterno
padre il cui poter corregge, ...), infine musicale.
Nel medioevo la contraffazione di un tema
musicale o di un testo aveva enorme impatto emotivo sul
pubblico, oggi, ahimè, molto meno. Non ci sarà da
stupirsi quindi se la musica di questo spettacolo potrà
risultare "non tanto folle": oggi non ci si scandalizza
certo per un tema gregoriano eseguito in versione rock!
E questo perché ogni epoca ha le proprie follie...
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