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| OGNUNO |
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Musica di scena per l'omonima sacra
rappresentazione da Anonimo del '400 e Hugo von
Hofmannsthal
per orchestra di fisarmoniche, oboe, sax,
percussioni
regia di LUCIANO
MASTELLARI musica di PAOLO COLOMBO
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| N.1 |
 (realplayer 239 kb) |
| N.7 tema d'amore |
 (realplayer 131 kb) |
| Esecuzione: Orchestra di
fisarmoniche MODERN ACCORDEON. direzione:
PAOLO COLOMBO | |
Secondo momento, dopo Assassinio
nella cattedrale, di un progetto di rivisitazione in
chiave contemporanea del teatro medievale, Ognuno è una
rielaborazione di due testi omologhi: Everyman, più
rappresentativa morality play inglese del '400, e
Jedermann, riscrittura della stessa di Hugo von
Hofmannsthal, tra i massimi autori contemporanei in
lingua tedesca.
Quasi mai rappresentato in
Italia (mentre a Salisburgo inaugura ininterrottamente
fin dalla prima del 1911 il prestigioso festival
teatrale) Ognuno prende spunto dalla parabola biblica
del ricco Epulone cui la Morte annuncia la fatidica ora,
dei suoi vani tentativi terreni di sottrarvisi, infine
del suo pentimento e della sua redenzione. |
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Un testo "morale" nell'accezione cristiana, ma che in
questa versione viene interpretato più in chiave
simbolica.
In questa ottica va considerato l'allestimento
scenico, completamente a vista, la scelta dei costumi,
più alllusivi che attendibili storicamente, la
coreografia che reinventa una danza macabra sulla musica
che, a sua volta, rilegge ripropone arditamente il
gregoriano di una straordinaria Messa dei Folli.
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| LA MUSICA DI SCENA: UNA
MESSA DEI FOLLI |




(Foto di Marco Mussini) |
"Le botti di vino
esploderebbero se di tanto in tanto non si allentassero
i cocchiumi. Bene, anche noi siamo vecchie botti e per
di più mal sigillate: il vino della saggezza ci farebbe
esplodere se lo conservassimo esclusivamente ed
ininterrottamente per servire Iddio. Perciò alcuni
giorni l'anno noi lasciamo fuoriuscire l'aria accumulata
abbandonandoci al più esuberante piacere, alla follia,
onde tornare subito dopo, con rinnovato zelo, ai nostri
studi e alle pratiche della divina religione." Così
Gerson di Auxerre, teologo del '400, difende l'antica
istituzione della Messa dei folli, parodia della normale
messa perché dedicata non ad una figura teologica ma ai
vizi umani (ci sono messe dei bevitori, dei giocatori
d'azzardo, dei ghiottoni), in cui le melodie gregoriane
e i testi venivano abilmente manipolati dagli stessi
teologi, perché, soli, ne conoscevano i più segreti
significati, per poi venire eseguiti in chiesa in
"cerimonie" non proprio ortodosse. Anche la musica di
scena di Ognuno è una Messa dei folli, in cui ogni brano
è parodia, talvolta irriverente, dei gregoriani che
compongono tutte le parti della messa, dall'Introitus
all'Invocatio. Una tale scelta si giustifica
considerando Ognuno come la seconda tappa del viaggio
che è stato intrapreso con Assassinio nella cattedrale,
che ci ricorda come il teatro moderno sia di fatto nato
in chiesa, per poi svilupparsi in maniera decisiva solo
dopo esserne uscito. Uscire di chiesa non significa solo
allestire la scena sul sagrato, ma, ad esempio, poter
parlare in volgare e non in latino, oppure potere
parodisticamente contraffare il gregoriano, aumentando
decisamente le possibilità espressive degli artisti.
Nella musica di scena ricorrono inoltre anche tre
celebri temi: nei momenti di redenzione di Ognuno il
Victimae paschali laudes, famoso inno pasquale, il
celebre In taberna quando sumus durante la festa, e nel
brano finale, la danza macabra, anche un frammento di In
morte festinamus, brano in cui l'uomo medievale descrive
la morte come un semplice passaggio da un'esistenza ad
un'altra. Abbiamo detto che il teatro uscito di
chiesa ha aumentato le proprie possibilità espressive,
facendosi contemporaneamente sempre più vicino al
popolo. Tra gli strumenti più popolari trovano
sicuramente una collocazione le fisarmoniche, le cui
sonorità nella musica di Ognuno si dimostreranno
sorprendentemente ricche ed affascinanti. |
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